Nel settore della componentistica per l’industria alimentare, le guarnizioni bonded seals per il settore alimentare possono sembrano identiche: stesso aspetto, stesso materiale, stesse dimensioni. Ma dietro un’etichetta “EPDM”, “NBR” o “FKM” possono nascondersi differenze enormi in termini di sicurezza, durata e conformità.
Molte perdite o contaminazioni che si verificano negli impianti non dipendono da errori di montaggio o da condizioni di lavoro estreme, ma semplicemente dall’uso di Bonded Seals non idonee al contatto con alimenti.
Il problema è che visivamente una guarnizione certificata e una non certificata sono quasi indistinguibili. Ecco perché è importante capire come riconoscerle e quali elementi verificare prima di installarle.
La falsa sicurezza del materiale “giusto”
È comune sentire dire: “Abbiamo scelto guarnizioni in EPDM, quindi sono adatte per l’alimentare.”
In realtà, non basta che la mescola sia EPDM, NBR o FKM. Ciò che conta è la formulazione specifica della gomma e la sua certificazione.
Due guarnizioni apparentemente identiche, entrambe in EPDM, possono avere composizioni chimiche molto diverse: una sicura per il contatto con alimenti, l’altra no. Solo le mescole conformi alla direttiva FDA (Food and Drug Administration) o al Regolamento CE 1935/2004 garantiscono che il materiale non rilasci sostanze indesiderate nel prodotto e possa quindi essere utilizzato in sicurezza in impianti alimentari o per acqua potabile.
In altre parole: il nome del materiale non basta. Serve la documentazione che ne certifichi l’idoneità alimentare.
Perché le bonded seals non certificate sono un rischio per l’industria alimentare
Le bonded seals che vengono realizzate per il settore alimentare, oltre al materiale conforme, sono prodotte rispettando le buone pratiche di fabbricazione. Questo significa che l’intero processo è sottoposto a verifiche per evitare che contaminazioni esterne possano poi trasferirsi sull’alimento: dunque nel caso di bonded alimentari, non solo vengono utilizzati materiali che rispettano i criteri di inerzia e prevengono rilasci nell’alimento, ma sono sottoposte a controlli di processo più severi per escludere contaminazioni esterne.
Oltre all’aspetto tecnico, c’è anche un rischio normativo: in caso di controlli o audit igienico-sanitari, l’assenza di certificazione può portare alla non conformità dell’impianto e all’obbligo di sostituire tutte le guarnizioni installate.
I dettagli che fanno la differenza
Oltre alla mescola, anche il corpo metallico influisce sulla durata. L’acciaio zincato, ancora presente in molte guarnizioni standard, si ossida facilmente dopo pochi lavaggi, compromettendo la pulizia e la stabilità della tenuta. L’acciaio inox AISI 316 è invece il riferimento per le applicazioni alimentari, grazie alla sua resistenza alla corrosione e ai detergenti aggressivi.
C’è poi un altro aspetto trascurato: l’ imballo. Le confezioni devono essere idonee a preservare il materiale dall’esterno dalla luce e dagli agenti che possano accelerarne l’invecchiamento. Inoltre, devono essere in materiali anch’essi certificati, per evitare che si possano avere contaminazioni da impurità.
Riconoscere una Bonded Seal realmente idonea al settore alimentare significa guardare oltre l’etichetta del materiale. Bisogna verificare che:
- la mescola sia certificata FDA o CE 1935/2004
- il corpo metallico sia in acciaio inox AISI 316
- la documentazione di conformità sia disponibile e aggiornata
- l’imballo sia idoneo a conservare il prodotto prima dell’utilizzo.
Solo così è possibile garantire tenuta, sicurezza e igiene costanti nel tempo.
Nell’industria alimentare, le guarnizioni non sono un dettaglio secondario: sono parte del sistema di sicurezza del processo. Una Bonded Seal certificata è una garanzia di stabilità e di conformità.